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“Dopo che Plauto è giunto a morte, la Commedia piange, la scena è deserta, risate giochi e divertimenti, ritmi innumerevoli, tutti insieme, si uniscono per piangerlo” (Varrone). “Plauto è il gigante che torreggia ai primordi della letteratura latina in una posizione di isolamento, di distacco da tutta quella che sarà la tradizione più tipica della civiltà spirituale e letteraria espressa dalla lingua latina… Ci appare come un prodotto abnorme della civiltà latina, come il frutto più sugoso e più caratteristico… la voce più autentica della latinità del suo tempo” (Paratore, 1961). "Di Plauto mi attrae la comicità elementare, la macchina scenica fatta di doppi sensi, gli stereotipi semplici, le situazioni che si ripetono, la familiarità con la nostra società" (Francesco Guccini, 2007)
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