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NOTE
DI REGIA
“CASINA”
è una delle commedie più riuscite di T. M. PLAUTO, che da sempre
diverte ed incuriosisce il pubblico e che nel tempo, è divenuta modello
d’imitazione. Si pensi alla “Clizia” del Machiavelli o al Don
Pasquale di Donizetti che fa dire alla bella Norina : “Ben è scemo di
cervello chi s’ammoglia in vecchia età, va a cercar col campanello
noie e doglie in quantità!”. La modernità dell’intreccio ci ha
spinto a cercare in questo allestimento una lettura che fin’ora non
era mai stata fatta e pur rispettando al massimo il testo ed il tessuto
teatrale plautino, l’attenzione è stata modernamente spostata sul
ruolo della donna. Così Cleostrata, la moglie di Lisidamo, diviene
figura centrale quanto quella del marito. Il racconto delle avventure
per riprendersi il suo uomo, che ha perso la testa per la giovane
schiava Casina, assume così un valore più intenso e simbolico. Pur
restando nella tradizione e rispettando luoghi e personaggi, l’ottica
della lettura risulta però rovesciata, mettendo a fuoco la peculiarità
dell’universo femminile. Alle smanie e ai desideri degli uomini verso
la giovane schiava, fanno da contraltare le furberie delle donne mature
che devono difendersi dalle giovani leve arrembanti. Ed ecco che la
divertente guerra che Cleostrata intraprende contro gli uomini, farà
nascere battibecchi ed equivoci, scambi di persona e comicissimi
abbagli. Nel mondo latino di allora, come nel nostro di oggi, i difetti
dell’umanità vanno corretti sorridendo, usando sempre l’arma
dell’ironia senza mai dimenticare la caducità delle cose e
l’effetto disgregatore che il tempo esercita su persone e sentimenti
Silvio
Giordani
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