Plautus Festival 2009
XLIX Edizione Recite Classiche Estive

Martedì
21 luglio

 

L’Associazione TEATRO DEI DUE MARI

 

presenta

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Manuela Mandracchia
    
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Luigi Diberti

in 

 ELETTRA
da Euripide

Drammaturgia di
Filippo Amoroso

con

Renato Campese         Licinia Lentini

Massimo Reale          Camillo Grassi          Antonella Nieri

Musiche Stefano Marcucci          Costumi Mariella Gennarino

Scene
Alessandra Panconi
Leonardo Conte

Regia
Walter Manfrè


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Luigi Diberti

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Manuela Mandracchia

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Luigi Diberti

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Manuela Mandracchia

Alcune immagini di scena

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Manuela Mandracchia


PERSONAGGI E INTERPRETI
- Elettra Manuela Mandracchia
- Narratore Luigi Diberti
- Clitennestra Licinia Lentini
- Oreste Massimo Reale
- Contadino Camillo Grassi
- Pedagogo Renato Campese
- Pilade Aurelio D'Amore
- Corifea Antonella Nieri
- Coro Alessandra Aulicino
Valentina Tramontana
Beatrice Damiano
Malù Rotondi
Giada Vadalà

Curiosità

In precedenza ELETTRA era andata in scena al PLAUTUS FESTIVAL un’unica altra volta, nel 1984, per la regia di L. Salveti, con Marina Malfatti e Aldo Reggiani.

Euripide, con 16 rappresentazioni, è l’autore tragico greco più presente al PLAUTUS, ed in assoluto il 3°, dopo Plauto (89 rappresentazioni) e Shakespeare (29 rappresentazioni).

Per Manuela Mandracchia la partecipazione di quest’anno costituisce il suo esordio al PLAUTUS.

Luigi Diberti, invece, ne ha già calcato le scene nel 2007 con VESTIRE GLI IGNUDI di Pirandello, per la regia di Walter Manfrè, al fianco di Vanessa Gravina.

La carriera teatrale del gambettolese Camillo Grassi, oggi tra i più interessanti attori del teatro e del cinema italiano, ha avuto il suo avvio proprio nella città plautina, a seguito della sua partecipazione al Laboratorio Teatrale del 1998 tenuto dal cesenate Franco Mescolini.


Elettra è una tragedia di Euripide, rappresentata nel 413 a.C. circa. Non è chiaro se venne scritta prima o dopo l'omonima tragedia di Sofocle.

Antefatto
Anni prima, all'inizio della spedizione per la Guerra di Troia, il condottiero dei greci Agamennone sacrificò ad Artemide sua figlia Ifigenia per permettere alla flotta di salpare. Infatti per un'azione sacrilega del re, la dea stava trattenendo in porto la flotta con venti contrari. Sua moglie Clitennestra
non dimenticò mai il gesto e, divenuta nel frattempo l'amante di Egisto uccise il marito al ritorno dalla Guerra.

Trama
Nel prologo si narra che Egisto, l'amante di Clitennestra, diede in sposa Elettra ad un semplice contadino per evitare che vi fossero eventuali discendenti che potessero vendicare la morte di Agamennone. Tuttavia il contadino è un uomo nobile, se non di nascita almeno di spirito, e ha lasciato Elettra vergine per due motivi: innanzitutto perché la rispetta come donna di condizione superiore alla sua e in secondo luogo perché Egisto non aveva alcun diritto di darla in moglie. Alla morte del padre infatti, questo diritto spettava solo al fratello di Elettra, Oreste. Costui nel frattempo torna in patria con Pilade, suo fedele amico, fingendosi un suo messo e, dopo un lungo dialogo con Elettra, viene riconosciuto dal vecchio pedagogo di suo padre, che l'aveva portato via dalla casa quando Egisto intendeva ucciderlo perché pericoloso in quanto avrebbe potuto reclamare il trono per sè.

Molto bella ed importante la scena del riconoscimento, nella quale vengono sistematicamente smontati, anche riprendendo gli stessi termini, gli elementi del riconoscimento eschileo: il pedagogo propone a Elettra tre motivi per riconoscere Oreste.
1) il ricciolo che qualcuno ha lasciato sulla tomba di Agamennone potrebbe essere uguale a uno dei suoi, ma Elettra, razionale, dice che il ricciolo di un uomo e quello di una donna non sono uguali perché cresciuti diversamente, e in ogni caso anche persone senza vincoli di parentela possono avere gli stessi capelli;
2) l'orma del piede del misterioso straniero potrebbe coincidere con la sua, ma Elettra dice che anche se qualcuno fosse riuscito a lasciare un'impronta sulla roccia non è possibile che il piede maschile e quello femminile siano uguali, ma quello maschile ha la meglio;
3) lei potrebbe riconoscere il fratello da una veste che porta e che gli avrebbe fatto lei stessa prima della separazione, ma è assurdo: Elettra all'epoca era solo una bambina e di certo non tesseva, in ogni caso Oreste non potrebbe portare la stessa veste da adulto.
Per convincere la razionale Elettra, cinica perché provata dalle difficoltà che ha dovuto sopportare, ci vorrà una cicatrice che Oreste si era provocato da bambino mentre insieme inseguivano un cervo. Egisto tenta di uccidere Oreste, che viene salvato da un vecchio servo. Elettra riconosce il fratello ed insieme vendicano la morte del padre uccidendo Egisto e Clitennestra.

Il piano dell'uccisione è bipartito: Oreste, che odia principalmente Egisto, deve occuparsi di lui, mentre è Elettra stessa ad occuparsi della madre. I due omicidi avvengono tramite l'inganno, in modo vergognoso. Egisto viene ucciso mentre si trova fuori dalla reggia per compiere con alcuni servi un sacrificio alle Ninfe: su consiglio del pedagogo Oreste e Pilade si fingono Tessali, celeberrimi per la loro bravura nello squartare bestie da sacrificare, e Oreste, dopo che Egisto li ha invitati a partecipare al sacrificio e al banchetto, lo uccide a tradimento.

Più subdolo il piano di Elettra, che invia il pedagogo da Clitennestra perché le dica che sua figlia ha appena partorito. La madre accorre per aiutare Elettra con il bambino ed è a questo punto che avviene l'omicidio.

Entrambi gli omicidi sono molto crudeli: Egisto viene ucciso nel momento in cui dimostra la massima ospitalità nei confronti degli stranieri e diventa di fatto la vera vittima del suo stesso sacrificio; mentre Clitennestra viene uccisa in un momento in cui non mostra nemmeno un briciolo della crudeltà che Elettra le attribuisce normalmente, è solo una madre che va in aiuto della figlia che ha appena partorito.

Oreste porta poi ad Elettra il cadavere di Egisto dicendole di farne ciò che vuole, dal momento che non è più sua schiava e i ruoli si sono invertiti. I Dioscuri, Castore e Polluce, appaiono dopo l'assassinio di Clitennestra e profetizzano ai due fratelli le future disgrazie conseguenti a ciò che hanno fatto, ma alla fine Oreste verrà assolto dai suoi delitti ad Atene e Pilade sposerà Elettra.

La tragedia termina con Oreste che fugge inseguito dalle Erinni.

Da Wikipedia

 


 

Leggi il comunicato stampa

 

 


Data ultimo aggiornamento 21-07-2009