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NOTE
DI REGIA
Come può sentirsi un giovane,
bellissimo divo dell’empireo cine-televisivo che, all’improvviso, si
risveglia con la faccia di Carlo Delle Piane? E come può sentirsi Carlo Delle
Piane col volto perfetto e levigato di una giovane star del cine-tv? La
risposta è tutta nello spettacolo …HO PERSO LA FACCIA! di Sabina Negri che,
partendo da questa assurda premessa, sviluppa una delle più esilaranti commedie
dell’attuale stagione teatrale con argomento il vezzo degli italiani di
‘rifarsi la faccia’ per
fronteggiare il tempo e le sfide della vita.
La storia è quella di un celebre chirurgo plastico che scopre che l’amante di
sua moglie è il giovane attore giacente davanti a lui, sul tavolo operatorio,
in attesa dell’ennesimo intervento di chirurgia plastica. Il chirurgo, con la
complicità dei suoi assistenti, decide di mettere in atto una diabolica
vendetta. Con due lunghi e complicati interventi chirurgici attribuisce
al giovane attore le sue fattezze, ovvero quelle di un uomo attempato
e poco aitante, e assume su di sé quelle del giovane popolarissimo attore. Da lì
la vendetta non solo contro sua moglie ma anche contro tutti i belli senza
talento.
Si avvia così un’esilarante commedia degli equivoci che non solo ironizza sul
culto della bellezza fisica, naturale e artificiale, così incisivo nella vita
contemporanea, ma anche sulle dinamiche dell’intrattenimento nazionalpopolare
e sui processi di mutazione del “maschio” italiano oramai sempre più
intento ad imitare la donna sul piano dell’artificio e della vanità nonché
sui mutati rapporti tra uomini e donne allorquando queste sono “in carriera”
e perseguono gli storici vizi degli uomini di potere.
Carlo Delle Piane - celebre “brutto” dello spettacolo italiano – con
questo nuovo testo di Sabina Negri, sbalorditivo sul piano dell’umorismo, si
cimenta in una straordinaria prova d’attore vestendo dapprima i panni del
medico ex-sessantottino, fallito non tanto sul piano professionale ed economico
quanto su quello degli ideali personali, poi quelli di un giovane divo
televisivo che trae fama e profitto dall’avvenenza e si ritrova,
improvvisamente e a sua insaputa, brutto; la prova d’attore s’incentra così
su due opposti personaggi: uno che accetta la bruttezza e la rende organica alla
sua vita, se non addirittura elemento di forza, un altro che la rifiuta
categoricamente. Lo spettacolo assume così la consistenza di una pièce che,
attraverso elementi dissacratori dell’Italia “dei fuoristrada”, aiuta a
riflettere sul ruolo della bellezza nella nostra società e sulla serena e
consapevole accettazione del suo opposto.
Sabina
Negri
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