Plautus Festival 2009
XLIX Edizione Recite Classiche Estive

Venerdì
7 Agosto

 

L'Associazione Culturale MOLISE SPETTACOLI

E20 PRODUZIONI

presentano

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Debora Caprioglio

in

 IL GOVERNO DELLE DONNE
di
Aristofane

 

Musiche Dino Scuderi

Costumi Alessandra Benaduce

Scene Nicola Macolino

Coreografie Lorena Cosimi

 

Regia
Giancarlo Fares


Personaggi e interpreti:
- Prassagora Debora Caprioglio
- Cuntastorie Daniela Scarlatti 
- Servo Patanè Mario Patanè 
- Blepiro Marco Minetti
- Gensistrata Antonella Piccolo 
- Clinareta Chiara Cavalieri
- Cremete Angelo Maresca 
- Sostrata Sara Greco Valerio
- Melistica Daniela Ialicicco

TRAMA

Il Governo delle donne (Ecclesiazuse) è una commedia di Aristofane andata in scena per la prima volta ad Atene tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio del 391 a.C. Il titolo è spesso tradotto in italiano come Le donne al parlamento o Le donne all'assemblea. L'assemblea ove si riunivano i cittadini ateniesi a deliberare era infatti denominata "ekklesìa".

La commedia narra di un gruppo di donne, con a capo Prassagora, che ha deciso che le donne devono convincere gli uomini a dar loro il controllo di Atene perché in grado di governare meglio di quanto abbiano fatto loro. Le donne, camuffate da uomini, si insinuano nell'assemblea e votano il provvedimento, convincendo alcuni uomini a votare a favore perché era l'unica cosa che non fosse ancora stata provata. Una volta al potere le donne deliberano la libertà dei rapporti sessuali. Tuttavia, siccome questo favorirebbe le persone belle, si decide anche che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con le donne brutte e viceversa. Questo però crea una situazione assurda e paradossale: verso la fine della commedia, un giovane si ritrova conteso fra tre megere che litigano per assicurarsi i suoi favori. La commedia si chiude infine con un grande banchetto cui partecipa tutta la cittadinanza.

                             Da Wikipedia


 

NOTE DI REGIA

Una commedia musicale divertente ed ironica, si ride di gusto e si riflette sulle miserie umane, molto più attuali di quanto non sembri, e al termine dello spettacolo giunge forte e chiaro il testamento dell’autore: l’unica possibilità di salvezza sembra essere nel buon senso e nella volontà di costruire il mondo nella concordia.

Giancarlo Fares

 


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Data ultimo aggiornamento 16-07-2009