TRAMA
Lisistrata
è una commedia di Aristofane che venne rappresentata nella Atene
del 411 a.C. (in occasione del concorso poetico delle Lenee, sotto lo
pseudonimo di Callistrato), durante la guerra del Peloponneso.
Il titolo deriva dal nome dell'eroina protagonista: "colei che
scioglie gli eserciti".
È nota al grande pubblico per il celebre sciopero del sesso, con cui
tutte le donne elleniche, convinte dall'ateniese Lisistrata, occupano l'Acropoli di Atene e ricattano gli uomini
affinché pongano fine alla guerra del Peloponneso che da lungo tempo
travagliava la Grecia.
Di fronte a
un ricatto del genere, connesso com'è a un bisogno primario, gli uomini
della Grecia non possono che cedere. In tal modo, la realtà della
guerra è smascherata nella sua concreta negatività, come privazione
dei diritti naturali.
Si tratta di una delle più antiche commedie satiriche giunte fino ai
giorni nostri ed i cui temi più espliciti sono il sesso (lo sciopero
sessuale delle donne) e la politica (l'emarginazione femminile e la
guerra). L'efficacia satirica dell'opera è provata dalle reazioni
negative della critica antica, che la biasimò per la sua libertà di
linguaggio e irriverenza.
NOTE
DI REGIA
“Una
commedia gigantesca, una commedia universale, in cui danzano assieme
dei, uomini e bestie;
in
cui si abbracciano grazia e durezza, in cui si compie la più alta forma
e
poi di nuovo si rompe in divina. tracotanza…
(Hugo
von Hofmannsthal)
Chi
non conosce “Lisistrata” (colei che scioglie gli eserciti)?
La
vicenda della donna, che fece della rinuncia agli obblighi coniugali il
ricatto per costringere gli uomini alla pace, ci arriva dai secoli, dai
millenni, sfolgorante della sua audacia, del suo vigore, della sua
attualità: il riscatto dell’intelligenza femminile, la guerra alla
guerra con strategie incongruenti, la disinibita e paritaria sessualità.
Quanti
allestimenti approssimativi, superficiali, pretestuosi, contagiati solo
dai pruriti della sua esaltante trama!
E’
quasi con immodesta fierezza che guardo a quest’allestimento fedele al
grande autore a cui non toglie né aggiunge battute, libero da ipocrite
censure, convinto della sua suprema bellezza, della trasfigurazione dello
scabroso su piani di irreale e liberatoria ironia.
Solo
una lieve sforbiciata al rallentamento finale e il trasferimento alla
protagonista di battute sparse tra coro e personaggi minori, quale
doveroso omaggio alla consistenza del personaggio Lisistrata e all’arte
della sua interprete, Eleonora Brigliadori, forte e determinata ma anche
dubbiosa e malinconica, virile e agguerrita, ma anche pervasa da femminei
languori, da dolci cedimenti, passionale ed introversa, spudorata e casta,
epica e lirica, coinvolgente: Lisistrata, insomma.
Livio Galassi
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il comunicato stampa
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